Danilo Gallinari, leadership e champagne
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28 Marzo 2019 Autore  

C’è un gesto nella vita di ciascuno di noi che rappresenta molto, ma a cui poco diamo importanza e attenzione. Stappare un bottiglia di champagne, o spumante che sia: dopo la laurea, dopo una proposta di matrimonio, a capodanno fra i monti pieni di neve e alcol, ma anche in uno spogliatoio dopo 48 minuti di gioco. Immaginate voi il romanticismo della fragranza di quei pochi metri quadri. Siamo nello spogliatoio dei LosAngeles Clippers e a “sbocciare” è stato il nostro Danilo Gallinari.

Forse non ce ne siamo accorti, o forse, come sempre, in quel di LA si dà importanza a ben altro piuttosto che ad un italiano. Non uno a caso. Uno che si è preso la leadership del gioco, e non lo dimostra soltanto la consegna della bottiglia della vittoria da parte del coach Doc Rivers. Lo dimostrano le statistiche, la palla a spicchi fra le mani nei possessi importanti della partita e soprattutto tanta salute, un elemento non da sottovalutare per un giocatore che, ahinoi, spesso si è dovuto assentare dal parquet. Il “Gallo” infatti, tirando con il 43%, è il secondo della squadra per percentuale del tiro da tre punti così come secondo è nella classifica del usage rating della squadra. Questo particolare dato ci dice quanto le vittorie, e le sconfitte, passano nelle mani di Gallinari, ovvero quanto “viene utilizzato” il giocatore durante il gioco, combinando tiri, possesso del pallone e altri dati.

E pensare che stiamo parlando della “sponda” sbagliata di LosAngeles: i Clippers sono Compton non Hollywood, nell’immaginario collettivo delle tifoserie americane. Sono un po’ come Cannavaro, Paolo e non Fabio. Della serie: se siete ad un bivio saprete chi scegliere. Infatti non è oro tutto quello che luccica. I Clippers sono i ventunesimi per assist smistati, non proprio una delizia per una squadra che dovrà andare ai playoff e al mortifero dato contribuisce anche il nostro Danilo Gallinari insieme al primo violino del Team, Lous Williams.

Avevano predetto 33 vittorie per noi, ma ce ne andiamo ai dannati Playoff” dice Doc Rivers nello spogliatoio. Sarà dura dare del filo da torcere alle altre squadre della costa ovest, soprattutto se si tratta di sfidare giocatori del calibro di Lillard o Harden. Ma i Clippers sono ai Playoff e lì, dove il livello di gioco, la difesa e la tensione salgono alle stelle, il nostro Gallinari non ci torna da una vita, non ci torna dal 2012 quando Kobe, Garnett e Duncan ancora si davano battaglia…

Raimondo Camponi

In realtà il mondo può essere più piccolo di quello che si possa pensare. Per gli amanti del basket americano NBA anche trenta metri per diciassette possono bastare. Se non siete della materia si fa sempre in tempo ad amare una schiacciata, un giocatore, una divisa o semplicemente una storia. Forse sarà l'aria di mistero che aleggia o la "pozza" atlantica che ci separa, ma questo sport vi piacerà! Parola del vostro Ray!

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