Intervista al Campionato NBA
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20 Ottobre 2019 Autore  

Dopo più di 120 giorni siamo di nuovo qui, mancano ormai pochi giorni   all'inizio della nuova stagione NBA  e per questo abbiamo deciso di intervistarla.

Buonasera cara vecchia NBA, come sta?

Ad essere cara ci tengo, visto anche come  pago i miei giocatori e come faccio pagare i biglietti ai tifosi...ma vecchia no, proprio no! Ho 73 anni ma me li porto meglio di tutti voi, guardate come mi sono rinnovata questa estate!

Effettivamente c'è stato un cambiamento a dir poco assurdo: almeno 10 all-stars hanno cambiato casacca a luglio, lei ormai è una NBA mobile...

Certamente! Cerchiamo di dare un prodotto nuovo, una sfida nuova, uno spettacolo da gustare dopo tanti anni di dominio dei Golden State Warriors con un solo canto del cigno dei Cleveland Cavs. Ma attenzione: sono molte le squadre che hanno cambiato veste quasi totalmente e chissà se non siano prorio i vecchi, loro sì, Warriors ad aver l'ultima parola. Dopo tutto hanno 4 all-star nella propria squadra e due dei migliori tiratori da tre nella storia.

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A proposito di Warriors, loro sono gli unici ad aver cambiato casa, anche se di qualche chilometro...

E che casa! Da più di un miliardo e mezzo di dollari, c'è da sperare che chi vada al nuovo Chase Center riesca a trovare  la via dello stadio. Che ne so, fra un ristorante  e cento negozi. A parte gli scherzi la nuova Arena di San Francisco è fantastica. Altro che quei criticoni da bar che la paragonavano a una grande tavoletta del water ai piedi  del Golden Gate. Un difetto grande c'è: Stephen Curry dovrà interrompere il suo rituale prepartita: la nuova angolazione del corridoio per gli spogliatoi non gli consentirà di tirare  a canestro da quel punto, prassi che era diventata più che simbolica nel vecchio stadio di Oakland. Ma lui e Curtis, per i più ignorantoni è il guardiano dello stadio che prima del rituale gli passa la palla, si inventeranno qualcosa. D'altronde il nostro lavoro è fare spettacolo.

Cambiamo totalmente  argomento. Domanda da un milione di dollari: Los Angeles Lakers o Los Angeles Clippers?

Mio Dio, non vi hanno stufato tutte le chiacchere che ci investono dai primi di luglio? Relaaax, potrete gustarvi LeBron James, Anthony Davis, Rondo contro due dei miei migliori difensori e attacanti nella stessa partita : Kawhi Leonard e Paul George. A Los Angeles  poi, allo Staples Center. È come il Clasico della Liga elevato alla ennesima potenza. Tra l'altro non potrò rispondere alla vostra domanda fino a che Memphis non libererà Andre Iguodala che proprio a Los Angeles vorrebbe andare. Tiri importanti, palla che scotta, difesa pazzesca su LeBron o Leonard alla Finals: Iguodala  è una trave che sposta gli equilibri, altro che ago della bilancia.

Una bilancia che si è spostata è sicuramente quella che riguarda i diritti tv  e i rapporti con la Cina. Cosa è successo e cosa succederà?

Basta un tweet a difesa di Honk Kong di un General Manager di un team a rovinare i rapporti fra due superpotenze mondiali? Ovviamente no, è stato un logico pretesto per tagliare contratti di sponsorizzazione, canali NBA in Cina e rispondere alla  guerra economica  di Trump. Si poteva fare di meglio.

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Effettivamente spesso vi siete intromessi in vicende che non vi riguardavano direttamente.

Esatto! Ci riguardavano  indirettamente  e quindi ci riguardavano. Noi sosteniamo e sempre lo faremo un concetto diverso di sport. Quelli che palleggiano sul parquet non sono solo giocatori. "Just shut up and dribble" dice qualcuno. Noi rispondiamo con "More than a player". Il basket, così come gli altri sport non ha nessun valore senza un significato che vada appunto oltre lo stesso sport. Godiamo per una vittoria, sfottiamo i tifosi ma se poi la realtà non cambia a poco serve uno sport.  E i giocatori hanno l'opportunità di salire su un palcoscenico e gridare al mondo ciò che altri direbbero, ma che non possono perché magari costretti  a imballare pacchi o passare  prodotti sulla cassa del supermercato. Per questo spesso vedete e continuerete a vedere nostri giocatori nelle nostre periferie dove i nostri nonni abitavano e dove forse un giorno abiteranno i  nostri nipoti.
   

D'altronde aiutate chi vive nelle periferie nei luoghi dimenticati d'America anche perché molte leggende del gioco provengono proprio da lì...

In parte è così. Difatti a Rucker Park, noto campetto di strada di New York, giocava doctor J da piccolo, Derrick Rose proviene da uno dei quartieri con più uccisioni d'America...la lista è troppo lunga, si potrebbe allungare all'infinito. La NBA deve essere anche un regalo per loro.

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E di regali ce ne saranno anche  a Natale?

Che domande: vedrete il derby di Los Angeles, i campioni degli Warriors contro Westbrook e Harden, i nuovi Celtics contro i campioni in carica...non sarà un Natale per i deboli di cuore e fra quelle squadre c'è la vincente  del prossimo titolo. Larry Bird, poi, ci ha abituati bene: 45 punti e 13 rimbalzi  nel Natale '85. Si girò verso la panchina avversaria e gridò: "Merry fucking Christmas".

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Allora cara  e non vecchia NBA, sta facendo dell'ironia dalla prima domanda. Visto che è così sicura di sé...favoriti per la vittoria finale?

Non solo sono ironica, ma prendo più in giro di quanto possiate credere. Vedrete vedrete. Oggi il mare è calmo ma dal 23 ottobre ci sarà soltanto tempesta  e ogni notte vi sembrerà che i pronostici siano destinati a cambiare.

Si tenga anche i suoi segreti... Buon campionato allora.

Nono buon campionato a voi, ci sarà da gustarsela!

Raimondo Camponi

In realtà il mondo può essere più piccolo di quello che si possa pensare. Per gli amanti del basket americano NBA anche trenta metri per diciassette possono bastare. Se non siete della materia si fa sempre in tempo ad amare una schiacciata, un giocatore, una divisa o semplicemente una storia. Forse sarà l'aria di mistero che aleggia o la "pozza" atlantica che ci separa, ma questo sport vi piacerà! Parola del vostro Ray!

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