NBA Finals: cronache di sangue e di lotta per scrivere la storia
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08 Giugno 2019 Autore  

Penetrazione di Shaun Livingston al centro dell’area. Aiuto in difesa di “Air Congo” Serge Ibaka. Il congolese salta, Livingston sbaglia, prova a riprendere la sfera, sbraccia, sgomita in aria. Un gomito arriva sul volto di Fred Vanvleet. “Welcome to the Party”.

Fred rimane a terra un po’ scombussolato, fissando il vuoto. Un rivoletto di sangue gli scivola sullo zigomo fino all’orecchio che diventa una coppa di sangue. Accanto a lui un dente bianco. Non è la scena di una sparatoria, come quella in cui hanno ucciso il padre di Fred, sono le Finals NBA. Quel luogo, quell’appuntamento con la storia che non puoi perderti soprattutto se ne sei un protagonista assoluto, anche se a sorpresa. Sette punti di sutura nello spogliatoio, sotto l’occhio, un dente in meno. Pochi minuti dopo il giocatore dei Toronto Raptors è di nuovo sulla panchina dei suoi pronto a spronare chi, come lui, sta sputando sangue per strappare una vittoria.

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Devi fare questo e altro per vincere. Devi dare tutto se vuoi battere chi alle Finals ci è arrivato cinque volte negli ultimi cinque anni, vincendone tre sempre contro un alieno di nome LeBron James: i Golden State Warriors. Quest’ultimi favoriti, senza ombra di dubbio, perché nel quintetto titolare hanno cinque stelle di valore assoluto fra cui un signore conosciuto con il nome di Kevin Durant. Kevin, uno dei giocatori più forti della storia del gioco dal punto di vista offensivo, è però assente. Un infame infortunio al tendine d’achille, non è lecito sapere di quale entità, lo sta portando , partita dopo partita, a un rientro sempre meno probabile. Non è stato questo l’unico infortunio che ha reso impervia la via della vittoria. Klay Thompson, uno che viene paragonato a Walter Ray Allen, non ha potuto prendere parte alla sfida in gara tre mentre è tornato disponibile in gara 4, dove però gli Warriors hanno perso nuovamente. Toronto sta, ad oggi, dominando e conducendo le Finals per tre a uno. Per i campioni in carica due sconfitte in casa consecutive.

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Ma non è agli infortuni a cui si può imputare l’unica vittoria dei Warriors a fronte delle tre sconfitte per mano di Kawhi Leonard e dei Toronto Raptors. La squadra del Canada sta giocando una pallacanestro spaziale. Arriva un raddoppio in marcatura? Con una lucidità raramente vista in momenti di tensione allucinanti riescono a trovare l’uomo giusto verso cui scaricare la palla a spicchi. Le stelle degli Warriors hanno appena messo un canestro che ha fatto esplodere il palazzetto? Nessun problema, Toronto è pronta a correre verso il canestro per non permettere alla difesa avversaria di organizzarsi e schierarsi perfettamente. E’ un gioco corale quello dei Toronto Raptors, costruito ad arte da un allenatore che per anni è stato un vice e ha fatto gavetta nelle leghe minori. Un gioco corale sì certo, ma il condottiero dei Raptors resta uno che, in queste partite sta giocando ad un livello Jordaniano e LeBroniano: Kawhi “Kawow” Leonard.

Ragazzo poco sorridente, Kawhi, non adatto al mondo social e apparente di oggi. Leonard, stanotte, ha compiuto un’altra prestazione da mattatore, l’ottava consecutiva con più di trenta punti in trasferta, noncurante della sua tendinite al ginocchio destro. Lui lo sa che “basterà” vincere un’altra partita per laurearsi Campione NBA. Ma gli Warriors sono uno dei cicli più vincenti della Storia, non certo degli sprovveduti. Leonard sa che dovrà lottare per stringere in quella sua mano lunga più di trenta centimetri quel dannato titolo, molti di più di quella volta in cui non riusciva a prendere il telecomando che si era incastrato sotto al divano…

 

Raimondo Camponi

In realtà il mondo può essere più piccolo di quello che si possa pensare. Per gli amanti del basket americano NBA anche trenta metri per diciassette possono bastare. Se non siete della materia si fa sempre in tempo ad amare una schiacciata, un giocatore, una divisa o semplicemente una storia. Forse sarà l'aria di mistero che aleggia o la "pozza" atlantica che ci separa, ma questo sport vi piacerà! Parola del vostro Ray!

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