La storia di Giuliano Taccola, eroe dimenticato

30 Gennaio 2018 Autore  

Era la dodicesima partita del campionato 68/69. La Roma volava a Cagliari e Taccola aveva già segnato sette reti. Pochi giorni dopo ci sarebbe stata una partita fondamentale per la Coppa Italia, contro il Brescia. L’attaccante della Roma quella partita non la giocherà mai.

La storia di Giuliano Taccola inizia ad Uliveto Terme, nella provincia di Pisa, dove nasce nel giugno del 43. La sua era una famiglia povera, il padre era un venditore ambulante. A 15 anni il giovane scappa di casa e va in Liguria, dove giocherà per il Genoa.

Con la maglia del grifone e soprattutto con quella del Savona, Taccola fa grandi cose e viene acquistato dalla Roma. Nella capitale, l’attaccante toscano trova Helenio Herrera, “Il mago” che aveva vinto tutto con l’Inter. Tra i due è amore a prima vista. Taccola è forte, veloce, abile a smarcarsi e con un gran tiro. Con Capello forma una coppia capace di riaccendere la passione dei tifosi. Nel corso della stagione 68/69 il rendimento dell’attaccante romanista inizia però a calare per i frequenti attacchi influenzali. I medici gli diagnosticano un problema cardiaco ma Herrera non sentiva scuse: “Il giovedì voleva che tutti i giocatori annullassero le cure e scendessero in campo per preparare la partita della domenica” diceva il medico della Roma nel marzo del 1969.

Taccola si infortuna al malleolo e viene poi sottoposto ad una operazione chirurgica per curare una forte tonsillite. Il tempo di recupero è di due mesi. Ma ancora una volta Herrera si impone e vuole che il giocatore segua la squadra fino a Cagliari. La mattina tutti i giocatori effettuano la rifinitura. Compreso Taccola, sebbene impossibilitato a scendere in campo.

La Roma pareggia la partita contro il Cagliari ma negli spogliatoi avviene la tragedia: Taccola sviene per un malore e subisce un arresto cardiaco. Arriverà morto all’ospedale di Cagliari.

Ma ancora una volta Herrera tira dritto: “La vita va avanti, Giuliano è morto ma noi abbiamo una partita importante per la Coppa Italia, torniamo a Roma e andiamo in ritiro”. I giocatori però non ci stanno e si dirigono all’ospedale per stringersi attorno a Taccola e alla sua famiglia. “A Roma vedono Herrera come un mago, ma io penso che prima di tutto bisogna essere uomini” dirà il Presidente della Roma, Marchini.

Era il 16 marzo del 1969, Taccola moriva in un modo silenzioso e misterioso. Una storia dimenticata, finita nel cassetto dei brutti ricordi, ma che ogni tanto merita di essere rivissuta. Come quando si toglie la polvere da un libro che non si legge da tanto tempo. Ecco, nella libreria della storia romanista c’è il volume che parla di Giuliano Taccola, eroe dimenticato.

Lamberto Rinaldi

Classe 1994, Roma, cantastorie calcistiche per ilCatenaccio, menestrello sulla rivista Il Nuovo e Stampa Critica o, per dirla in maniera più autorevole e un sacco fica, giornalista freelance. Un glorioso passato da spazzatore-falciatore per i campi della Terza Categoria viterbese, terminato anzitempo per ovvie incomprensioni con il sistema calcistico italiano. Una triennale in Lettere e nel mirino una magistrale in Ingegneria Letteraria, nome artistico di Filologia Moderna, a La Sapienza di Roma. Conduce la trasmissione Super Santos sulle frequenze di Active Web Radio. Andare, guardare, cercare di capire, raccontare. Letteratura e sport, calcio e As Roma. Ha fatto anche cose buone.
 
 
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