Fantacalcio, la carriera di De Rossi
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23 Maggio 2019 Autore  

 

Tifosi romanisti, preparate nuovamente i fazzoletti perché ci sarà un nuovo pianto. Nel giorno del ritiro di Totti, l’Olimpico è stata una valle di lacrime e alla fine di questa stagione si è ripetuto lo stesso copione per salutare Daniele De Rossi che lascerà la Roma dopo 19 anni.

Il capitano giallorosso si aspettava un addio diverso, più rispettoso e con meno frizioni visto il cuore, la grinta e il sudore che ha speso per onorare al meglio la gloriosa maglia capitolina ma l’indifferenza di Pallotta e il contratto a gettone che sa di irriconoscenza, offerto dopo la conferenza stampa d’addio, sono 2 terribili pugnalate.

Cosa riserverà il futuro a De Rossi? Esperienza in America? In Cina? Oppure in Argentina al Boca Juniors? Ancora nessuno lo sa però il popolo romanista non dimenticherà il passato e anche il presente dove, nonostante gli infortuni, l’apporto del “core de Roma” non è mai mancato.

Ripercorreremo alcune tappe della sua carriera e anche il suo andamento al Fantacalcio dove è stato per molti anni un punto fermo per tanti fantallenatori. Ripercorreremo gli inizi, la stagione in cui è arrivata la consapevolezza dei propri mezzi con il conseguente passaggio dalla primavera alla prima squadra. Passeremo poi all’affermazione: le prove da grande combattente, il Mondiale vinto nel 2006 e gli scudetti sfiorati fino ad arrivare all’inesorabile declino che tocca a qualsiasi giocatore professionista.

CONSAPEVOLEZZA

A Daniele De Rossi non è servito fare la gavetta per entrare in prima squadra. Già con Mauro Bencivenga e poi nella Primavera, guidata dal padre Alberto, si notava che aveva qualcosa in più rispetto agli altri pari età: c’era la voglia di emergere, una rabbia agonistica fuori dal comune.

Fabio Capello è stato il primo a credere in lui convocandolo in alcune partite di Champions fino al giorno dell’esordio, a 18 anni, contro l’Anderlecht il 30 ottobre 2001.

Con Spalletti, invece, ha iniziato realmente ad esprimere tutto il suo potenziale: con l’allenatore di Certaldo, è scattato subito il feeling diventando un punto fermo del centrocampo giallorosso. Sono arrivate le prime reti, la convocazione in Nazionale raggiungendo un altro sogno che il calciatore giallorosso cullava da sempre.

Anche al Fantacalcio, comincia ad essere preso in considerazione e a comparire in tutti i consigli fantacalcio. Le statistiche infatti parlano per lui: inizialmente poteva essere considerato come alternativa dei titolari ma dopo qualche stagione di rodaggio finisce col prendere le redini della mediana nella stagione 2004/05 dove De Rossi realizzò 2 gol in 30 presenze.

Il campionato della consacrazione fu quello successivo: nel 2005/06 raggiunge la piena consapevolezza dei propri mezzi tecnici e le 6 reti, più 1 assist, in 34 partite sono le prove tangibili. Il Fantacalcio ha ufficialmente trovato un nuovo protagonista, un giocatore su cui puntare ciecamente nonostante la sua irruenza e qualche cartellino di troppo.

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L’AFFERMAZIONE

Con l’indimenticabile Mondiale vinto nel 2006, De Rossi inizia ad essere considerato un giocatore affermato. A soli 23 anni, ha già quella maturità tale da affrontare ogni sfida con la maglia della Roma e della Nazionale. Nonostante le giornate di squalifica per la gomitata rifilata ad O’Brien, durante Italia-Usa, il CT Lippi lo gettò nella mischia nella finale contro la Francia. Sembrava una mossa azzardata e, invece, fu geniale con la coppa che dalla Germania, paese ospitante, si trasferì nel Bel Paese per la felicità di un’intera Nazione.

Bello vincere un Mondiale, certo, ma il grande obiettivo di De Rossi è sempre stato lo scudetto! Emulare l’impresa della Roma 2000/01 di Totti, Batistuta, Montella e tanti altri protagonisti di quella grande e storica cavalcata.

Il primo assalto avvenne nella stagione 2008/09 con i giallorossi che hanno accarezzato il sogno di soffiare il primo posto all’Inter ma i nerazzurri si sono rivelati più forti rendendo vano l’apporto del mediano capitolino che totalizzò 3 gol e 3 assist in 33 presenze. La fantamedia non fu entusiasmante, poco sopra la sufficienza (6,20) per via dei cartellini, tra cui 2 rossi che iniziarono a scatenare i primi attacchi di ira dei fantallenatori.

Nel 2009/10, la Roma fu vicinissima a cucirsi il Tricolore sul petto: l’Inter di Mourinho iniziava a perdere colpi e De Rossi fu il grande trascinatore di quella formazione guidata magistralmente in panchina da Ranieri: i 7 gol e 2 assist in 33 presenze (fantamedia 6,71) con voti Fantacalcio da vero top fantasy player, portarono i fantallenatori a seppellire l’ascia di guerra nei suoi confronti e a ricominciare di coprirlo di elogi. Chi lo aveva al fantacalcio in quell’annata, avrà sicuramente ottenuto grandi risultati ma per i colori giallorossi, l’epilogo non fu felice: la Sampdoria di Pazzini e Cassano rovinarono la festa nella penultima e i nerazzurri balzarono al comando per poi conquistare il tanto sospirato “Triplete”. La delusione è tanta e ne arriveranno altre portando De Rossi a non realizzare il suo grande sogno ma potrà consolarsi pensando alle 2 Coppe Italia vinte più la Supercoppa.

Con l’avanzare dell’età, giungono i primi fastidiosi infortuni che porteranno in picchiata il suo rendimento: salvo nel 2013/14 dove la fantamedia viaggia abbondantemente sopra la sufficienza (6,37), si assiste al declino del simbolo giallorosso con i bonus che scarseggiano e i malus che aumentano a dismisura.

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IL DECLINO

La sua avventura con la Roma sta per arrivare ai titoli di coda. I tanti acciacchi hanno portato De Rossi ad essere solo saltuariamente il capitano (o per meglio dire, “er capitano”), il punto fermo della formazione giallorossa. Al Fantacalcio, da certezza assoluta è passato a comprimario, a giocatore da acquistare addirittura come settimo-ottavo centrocampista.

Con la diminuzione delle presenze, aumenta l’irriconoscenza della dirigenza capitolina che culmina con il mancato rinnovo e la conseguente conferenza stampa dove De Rossi manifesta tutto il suo disappunto e, allo stesso momento, tutto l’amore nei confronti della Roma.

“Ho un solo rimpianto, quello di poter donare alla Roma una sola carriera.”

Queste parole farebbero sciogliere persino ai supporter delle squadre rivali, figuratevi a quelli giallorossi che perderanno un condottiero in piena regola, un’autentica roccia. I fazzoletti non basteranno per asciugare tutte le lacrime che scenderanno per un altro “core de Roma” che appenderà la maglia giallorossa al chiodo ma non ancora gli scarpini perché De Rossi ha ancora voglia di lottare.

A cura della redazione di FantaMaster

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