Don’t touch my Sarri
In evidenza

06 Giugno 2019 Autore  

Dobbiamo raccontare una storia caratterizzata da una premessa fondamentale. Ci aiuta a descrivere tale antefatto, insolitamente, visto l’ambito sportivo che trattiamo, una famosa definizione contenuta in un’opera che è una pietra miliare della cultura italiana. La nostra introduzione consiste nel ricordare la filosofia del Sarrismo, neologismo inserito appositamente nella famosa Enciclopedia Treccani per illustrare “la concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva; per estensione, l’interpretazione della personalità di Sarri come espressione sanguigna dell’anima popolare della città di Napoli e del suo tifo.”

Bene, ritorniamo ora con la mente a pochi giorni fa. Siamo in Azerbaigian e non è una data come le altre questo 29 maggio. Si è appena svolta la finale di Europa League, vinta 4 a 1 dal Chelsea contro l’Arsenal, dopo una gara dominata dai Blues soprattutto nel secondo tempo. C’è un signore che si aggira pensieroso ed emozionato sul campo dello stadio Olimpico di Baku, rigirandosi tra le mani una medaglia, consegnatagli a seguito della già avvenuta premiazione per sancire la conquista della seconda coppa europea più prestigiosa a livello continentale. Parliamo di Maurizio Sarri, proprio lui, il mister che è entrato nel cuore della gente, ricevendo a Napoli numerosi strali di amore e di odio che solo chi conta davvero può attirare, essendo invece principalmente poi, una volta sbarcato in UK, disprezzato dai tifosi londinesi e dai tabloid britannici, noti nel globo per mandare a quel paese chiunque abbia il sudato merito di stare semplicemente al mondo.


In un istante che ha commosso il web, il momento in cui Sarri dà forma
al motto social "date una medaglia a quest'uomo"

Questo Maestro dalla tuta mitica e caratterizzato dalla voglia di fumarsi un bel sigaro, prima di unirsi definitivamente ai festeggiamenti intensi dei suoi giocatori, solo un po’ particolari per l’assenza surreale di coriandoli all’atto dell’alzata del trofeo, è stato colto in un attimo di forte impatto emotivo, seppure della durata di qualche secondo. Ci concentriamo su un singolo istante appena precedente il delirio, l’isterismo e il suo sollevare la Coppa con un attaccamento morboso, conoscendo forse il piano dei propri calciatori di farne un uso improprio, versandoci dentro il contenuto di almeno un centinaio di bottiglie di champagne immortalate nello spogliatoio. 

LEGGI ANCHE: UNA SQUADRA DI UNIVERSITARI DEL GALLES GIOCHERA' L'EUROPA LEAGUE

Il buon Maurizio è stato sorpreso in solitudine ad osservare quella medaglia e possiamo chiederci, curiosi, quali siano stati i suoi mille pensieri balenati in quel frame. Avrà forse ricordato i suoi esordi nello Stia nel 1990 in Seconda Categoria; probabilmente avrà avuto in mente il doppio salto fino in Promozione con la Faellese e le sue prime imprese maturate nel portare in Eccellenza il Cavriglia e l’Antella; sicuramente avrà masticato una dolce nostalgia anche per il Sansovino, squadra presa dopo aver lasciato il lavoro in banca nel 1999 e trascinata dall’Eccellenza in C2 in 3 anni fino al 2002-2003, azione leggendaria che gli ha consentito l’esordio l’anno seguente tra i professionisti alla guida della Sangiovannese. Certamente sarà stato memore anche della successiva promozione in C1 e, avendo cambiato di nuovo il club, questa volta della salvezza in B con il Pescara. Avrà riflettuto compiutamente sull’ignara inconsapevolezza dell’epoca circa il significato insito nel sostituire Antonio Conte all’Arezzo sempre nella serie cadetta e avrà avuto miserevolmente un tuffo al cuore circa la trafila posteriore di squadre che ha dovuto allenare, ripiombando stabilmente in quella che è conosciuta ormai come la Prima Divisione di Lega Pro, la cui organizzazione e i cui gironi hanno ispirato l’Inferno dantesco.

sarri sansovino
Sarri alza al cielo la Coppa Italia di Serie D. Era il 2003 e allenava il Sansovino

Indiscutibilmente avrà pensato al magico triennio con l’Empoli dal gioco sfavillante che è valso l’ingresso trionfale in A prima e la salvezza l’anno dopo con 4 giornate di anticipo. Inevitabilmente infine avrà ripercorso le gioie e i dolori passati al Napoli, ancora un triennio volto a scandire un pezzo della sua vita. Parliamo però degli anni del Sarrismo vero consacrato a grandi livelli, del calcio spettacolare che hanno spinto a Sacchi a fare paragoni un po’ azzardati, delle corse a piazzamenti altissimi nella nostra serie A, delle gioie irrefrenabili, dei tentativi folli e oltre misura in Champions, delle amarezze nelle coppe e del campionato fantastico targato 2017-2018, perso in modo rocambolesco contro la Super Juve di Allegri.

allegrisarri 2
Da una parte Maurizio Sarri alza in cielo l'Europa League, dall'altra Massimiliano Allegri spiega il "circo" perdente del collega

Sarri avrà quindi pensato molto a tutto questo. O forse no. Di certo avrà considerato i visi dei suoi ragazzi al Chelsea con cui ha vissuto momenti da film, a tratti horror, a tratti kolossal dall’epico epilogo, passando dal disastroso 6 a 0 subito dal City di Guardiola nella Premier a un terzo posto di grande caratura in un campionato così difficile, che ha sancito l’ingresso in Champions League della squadra londinese. E soprattutto arrivando a vincere un’Europa League, nonostante la precedente bruciatura della nuova sconfitta maturata con i Citizens in finale di English Cup.

Ma si può ritenere, per concludere, che alla fine Sarri abbia cessato di avere queste eventuali rimembranze flash per dar vita a una sonora risata dedicata al Profeta della Vittoria, Max Allegri, quello che sosteneva in tutte le TV che nel calcio conta solo vincere, anche con un gioco pessimo, prendendo in giro il Sarrismo bollato come un circo. Mi dispiace Max, perché in Europa ha vinto solo uno dei due e costui non sei tu, pur allenando corazzate ininterrottamente dal 2012. Sarri invece è ancora lì a Baku. A ridere incessantemente dal 29 maggio.  

 

Federico Cavallari

 

LEGGI ANCHE: IN 5 PER UN PALLONE D'ORO 
LEGGI ANCHE: GIOCATORI DIVERTENTI DA VEDERE | NUMERO 2 

Redazione

Seguici su Facebook https://www.facebook.com/ilcatenaccio/

Vuoi collaborare con ilCatenaccio? https://www.ilcatenaccio.it/contattaci oppure manda un messaggio alla nostra pagina Facebook

LASCIA UN TUO COMMENTO

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Chi siamo

Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo | Approfondimenti, statistiche, interviste, amarcord su tutto il calcio, italiano ed estero, e tutto lo sport! Ripartiamo in contropiede, dopo esserci chiusi e aver difeso, pronti ad andare in rete insieme a voi! Seguiteci per restare sempre aggiornati sul mondo dello sport!