Allegri, Sarri, Conte, Pochettino. Aggiungi un posto in panca
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18 Maggio 2019 Autore  

L’estate 2019 si preannuncia rovente per quanto riguarda il toto-allenatore. Se dal punto di vista climatico questo pazzo maggio sembra tutto tranne che prossimo ad accogliere il tipico caldo estivo, la stessa cosa non si può dire per i tantissimi mister che con la valigia in mano sono pronti ad imbarcarsi in una nuova e affascinante avventura.

È di 24 ore fa la notizia della separazione consensuale tra la Juve e Massimiliano Allegri, a conclusione di un ciclo di 5 anni che ha portato in dote 11 trofei: nel dettaglio, 5 scudetti, 4 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane. Altrettante le finali di Champions giocate. E perse. E sta proprio qui il punto di non ritorno. Quella terribile e incessante ossessione di Agnelli, Paratici e -soprattutto- Nedved di alzare finalmente la coppa dalle grandi orecchie. Troppo logoro e consumato ormai il rapporto, poche le motivazioni per continuare a dare impulsi ad un gruppo che vince continuativamente da otto anni.


Un pacato Allegri

Si cambia dunque, buonuscita e tanti saluti. La domanda a questo punto sorge spontanea: chi a Vinovo? Premettendo che non abbiamo la presunzione di affermare di avere la verità in tasca, se dovessimo scommettere un euro avremmo pochi dubbi nel metterlo su Pochettino, attuale finalista di Champions col suo Tottenham. I motivi sono facilmente intuibili. Allenatore elegante, aziendalista, europeo. Proprio tutte quelle caratteristiche che fanno gola ai vertici Fiat e proprio l’uomo identificato come perfetto a dare ai bianconeri un respiro più internazionale.

L’alternativa porta il nome e il cognome di Antonio Conte, promesso sposo nerazzurro. Promesso, appunto. Tremendamente legato al famoso detto popolare della sora Camilla, Conte sembra assomigliare sempre più a quello che tutti lo vogliono ma nessuno se lo piglia. Più precisamente, la strategia del tecnico leccese è ormai chiara, aspettare la migliore occasione prendendo tempo con qualsiasi squadra che lo cerchi. E in Italia cosa c’è di meglio della Juve? In attesa d sciogliere questa intricata matassa, osservano interessate al valzer delle panchine anche Milan e Roma, entrambe sconquassate al proprio interno da lotte intestine che ne minano serenità e competitività futura.

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L’addio di De Rossi ha definitivamente lacerato il già sottile laccio che teneva uniti tifosi e proprietà, con un Totti praticamente esautorato e un Baldini sempre più occulto deus ex machina delle sorti giallo-rosse. Il progetto giovani che si scorge all’orizzonte (insieme al numero 16 dovrebbero lasciare anche Manolas e Dzeko) sembra tagliato su misura per Giampiero Gasperini, condottiero indefesso dell’Atalanta dei miracoli e desideroso di una nuova occasione dopo il fallimentare trimestre interista. Fonti autorevoli parlano di un accordo già sottoscritto col nuovo Ds romanista Petrachi, un triennale a 2.5 milioni all’anno. Ridimensionamento o meno, siamo dell’idea che Gasperini abbia tutte le carte in regola per infiammare nuovamente la glaciale piazza romana di questo periodo.

Sponda rossonera, la situazione non è di certo più tranquilla: tensioni esasperate tra Leonardo e Gattuso hanno lastricato di ostacoli il percorso quarto posto e le stesse tensioni tra il brasiliano e Gazidis sembrano propendere per un licenziamento in tronco del direttore sportivo a fine anno, Ennesima rivoluzione societaria dunque: i nomi per la sua successione sono quelli di Tare e Campos. E Gattuso? L’ottimo rapporto instaurato con l’ex Arsenal potrebbe portarlo ad una clamorosa conferma in caso di insperata qualificazione europea, ma la linea Elliott sarebbe quella di dare finalmente via al proprio corso affidando le questioni di campo ad un allenatore scelto da loro e non ereditato dalla passata gestione sportiva.


Sarri probabilmente lascerà il Chelsea a fine stagione

Il nome, già fatto di recente su queste pagine, è sempre quello di Maurizio Sarri, in odore di esonero dal Chelsea dopo la finale di EL del 29 maggio e forte di un pre-accordo col Diavolo sulla base di un contratto di 3 anni a 4 milioni a stagione, bonus inclusi. Che sia di nuovo l’avvento del Sarrismo? Probabile, anche se all’orizzonte si staglia minacciosa la sagoma di un livornese sorridente, amante dell’ippica e ironico quanto basta. Perplessità? Ragazzi, è molto semplice: state...Allegri.

Alberto Petrosilli

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