Game of Thrones - Trigoria edition
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09 Maggio 2019 Autore  

Scusate l’accostamento, è stato per rompere il ghiaccio. Non è mai facile parlare delle cose a cui tieni particolarmente. Sono di questi giorni l’attesa e l’ansia per quella che è una delle serie tv più seguite di sempre, (quasi) tutti ne parlano. Si parla anche di Endgame, certo, ma anche questi due colossi del piccolo e del grande schermo si piegano di fronte alle dinamiche interne all’AS Roma. Da qui l’idea del titolo. Il trono vacante (siamo sicuri che lo sia davvero?) fa gola a tutti, è IL centro di potere (cit.) più ambito tra i dirigenti che fanno capo a James Pallotta.

Prima di addentrarci, facciamo una fotografia della situazione dirigenziale dell’AS Roma. Pallotta è a Boston e non ha la benché minima intenzione di passare per Roma (da un anno non mette piede nella capitale); Franco Baldini è il direttore ombra e fa la spola tra il Sudafrica e Londra (dove incontra uomini mercato, dirigenti, allenatori, come fa un vero e proprio dirigente operativo); Ricky Massara è a Trigoria ma a giugno potrebbe lasciare o continuare in un nuovo ruolo diverso da quello attuale; Guido Fienga è il nuovo amministratore delegato, teoricamente il nuovo uomo forte di Trigoria (sua l’idea di avviare l’operazione Conte, drammaticamente naufragata con bocciatura pubblica delle ambizioni e delle possibilità del club, tramite la Gazzetta. Operazione non pienamente condivisa, eufemisticamente parlando, dall’intera dirigenza romana); Francesco Totti, ex capitano e leggenda vivente della Roma, in teoria figura in ascesa, ma nei fatti ancora in cerca/attesa di un ruolo definito e forte, in cui possa determinare. Questa è la Roma che tocca palla sulle questioni di campo.

Francesco Totti è ancora alla ricerca di una maglia da dirigente nella sua Roma

Il boss è a Boston, casa sua, osserva gli sviluppi della squadra giallorossa da lontano, con ovvio interesse e con contatti frequenti con dirigenti (ombra e ufficiali). Pallotta non ha risposte, ma ha tante domande: perché le cose non vanno? Perché il settore sportivo di questa società non riesce a ingranare o ad avere continuità, perché continuano a saltare teste? Cosa non funziona a Roma? Per il presidente le cause del problema vanno a ricercate a Trigoria. Non è un caso che siano stati allontanati allenatore, staff tecnico, alcuni preparatori, il medico e svariati terapisti. Dopo il burrascoso addio di Monchi, sostanzialmente scappato per tornare a casa in un ambiente più morbido e meno ambizioso, l’ex segretario generale Ricky Massara è stato nominato direttore sportivo, mentre l’ex direttore generale Mauro Baldissoni è stato promosso (?) e nominato vicepresidente esecutivo. 

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Nel frattempo, è arrivato Claudio Ranieri con un contratto a tempo (rimangono tre partite e poi sarà di nuovo libero), corteggiato in primis da Francesco Totti. Baldini consigliava Paulo Sousa, ora al Bordeaux. Il direttore ombra è stato sconfitto? E’ stato fatto fuori? Ma neanche per sogno, ha soltanto perso una battaglia, forse perché non c’era la volontà di impegnarsi economicamente con un allenatore che non convinceva pienamente (almeno i dirigenti di Trigoria, sempre per tornare ai centri di potere). Dopo questo episodio di GoT (game of Trigoria), ne inizia un altro: serve un nuovo direttore sportivo, perché Massara era a Trigoria durante i disastri di Monchi (e non solo), che hanno portato la Roma a fare tre passi indietro rispetto al percorso di crescita iniziato anni fa.

E se alla fine, alla Roma, rimanesse Claudio Ranieri?

Chi sarà il nuovo ds? Massara, no. Campos? Mislintat? Petrachi? I primi due sono stati scartati, o comunque hanno fatto altre scelte. Forse l’ultimo, anzi, si può dire che sia stato scelto proprio lui. Quando? Nel summit di Boston (Pallotta, Massara e Baldini), l’ex segretario generale è stato sostanzialmente depotenziato e la prova provata è data dai numerosi contatti con l’attuale ds del Toro. Il meno convinto (eufemisticamente parlando) di “affondare” su Antonio Conte. In attesa di Petrachi (che va “comprato” dal Torino, con un giocatore da prendere o qualche giovane…), lui continua a gestire le cose di Trigoria, con voglia e affetto (tanto, forse troppo) per la Roma. Non è da escludere una sua permanenza se le cose per Petrachi non dovessero andare come previsto. Non il massimo, potrebbe pensare un esterno. Ecco, appunto. Almeno per lui, no? Altro capitolo: Petrachi è stato “scelto” prima del tentativo per Conte, al massimo sarebbe stata una freccia in più nella faretra del club. Un nuovo uomo forte per Trigoria (dopo Sabatini e Monchi), sicuramente una figura diversa e nuova per la Roma americana. Non un accentratore, più pragmatico e meno visionario, meno colpi di genio ma sicuramente più interessato (e incline) a lavorare fianco a fianco con il tecnico. Ha tirato su un Torino forte e ambizioso, spendendo poco, funzionale per il tecnico che ora tiene vivo il sogno quarto posto. Il problema è sempre lo stesso: quanto potrà essere se stesso a Roma? A Monchi era stata promessa carta bianca, ma nei fatti non è stato così.

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Sabatini stesso, uomo e volto per eccellenza della Roma americana, ha deciso di andarsene più per le ingerenze di Baldini che non per il rapporto con James Pallotta. Il trono è davvero vacante o Franco Baldini vi è comodamente seduto sopra, mentre gli altri tentano scalate o conferme? Cosa deve succedere a Trigoria (o a Boston…) perché Baldini perda definitivamente i gradi e i dirigenti ufficiali possano cominciare a lavorare davvero liberamente? Non è una cosa all’orizzonte, in ogni caso, visto che Baldini è attualmente al lavoro (e da tempo) per portare Maurizio Sarri sulla panchina della Roma (il tutto mentre Fienga tentava Conte).

E a Trigoria cosa pensano? Potrebbero considerare più fattibile Gasperini, o Marco Giampaolo. In ogni caso, in questo momento a Trigoria sembra regnare la confusione, con un'immagine da riscattare dopo il sonoro no di Conte e una stagione, la prossima, da programmare. E a Torino, invece, cosa pensano? Cosa pensa Petrachi, sapendo che corre il rischio di venire a Trigoria giusto in tempo per realizzare le cessioni e le plusvalenze (la situazione per quest’anno non è drammatica, ma per il domani pare non ci sia aria da muro contro muro con l’Uefa) necessarie?

Una cosa è certa: fin quando non sarà fatto ordine, difficilmente in casa Roma le cose potranno funzionare senza problemi, senza ballare sul filo del rasoio. Equilibrio tra i poteri, grosse disponibilità economiche e unità di intenti sono alla base di un progetto sportivo vincente e solido. La Roma è ancora al lavoro per trovare la quadra e dopo otto anni non è una cosa molto rassicurante per i tifosi.

 

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