La rivoluzione azzurra della Roma
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23 Agosto 2019 Autore  

Credo che questo sia un anno zero per la Roma. Come mi hanno spiegato, il progetto prevede tanti giocatori italiani e giovani. Questo è un punto di partenza”. Con queste parole si era presentato a stampa e tifosi il primo acquisto dell’era Petrachi, Leonardo Spinazzola.

Un colpo programmatico, che doveva rappresentare la nuova gestione oculata e attenta dopo le sbornie dell’era Monchi. Una squadra giovane, italiana, pronta. Stesse parole che si ritrovano nella conferenza di benvenuto dell’ultimo acquisto, per adesso, della squadra giallorossa. Un altro italiano, un altro giocatore pronto: Davide Zappacosta. “Nella Roma si sta creando un blocco di italiani e penso che sia una cosa molto importante per il calcio italiano. È bello quando si parla di uno zoccolo duro formato da calciatori così, anche in vista dell’Europeo è bene che i giovani riescano a trovare spazio in squadre importanti”.

Una Roma che si tinge di azzurro, che perde tre nazionali come El Shaarawy, De Rossi e Luca Pellegrini ma acquista Spinazzola, Zappacosta e Mancini con in mezzo i corteggiamenti sfrenati verso Barella e quelli ancora non tramontati per Rugani. Dando per sicuro partente Santon e come membri se non attivi quanto meno coinvolti Antonucci e Riccardi, la prossima stagione romanista dovrà vedere protagonisti 10 italiani.

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Spinazzola, primo acquisto di Petrachi alla Roma

Non un record, visto che è la stessa cifra dello scorso anno, ma comunque un dato importante soprattutto per quanto riguarda i giocatori nel giro della nazionale maggiore e nel parco titolari della squadra. Contando anche i giocatori con una sola presenza i 10 italiani in rosa è il miglior risultato degli ultimi 5 anni. Erano 8 nella stagione 2017-2018, quando Antonucci e Capradossi collezionarono 2 presenze a testa ed Emerson Palmieri 1 sola. Erano 6 nella stagione 2016-2017, il dato più basso degli ultimi dieci anni: oltre ai “soliti” De Rossi, El Shaarawy, Emerson Palmieri, Florenzi e Totti ecco il difensore Marchizza, che riuscì a strappare qualche manciata di minuti in Europa League.

Il dato più alto è invece quello della stagione 2011-2012, con 16 italiani, la prima della gestione americana, quella della revolucion di Luis Enrique. In rosa c’erano allora Curci, Cassetti, Rosi, De Rossi, Perrotta, Greco, Viviani, Osvaldo, Totti, Borini, Caprari, Borriello e i fanalini di coda Verre, Piscitella, Brighi e Okaka.

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Ma la particolarità del prossimo anno, per la Roma, sarà la presenza di italiani nell’undici iniziale. Aspettando il pieno inserimento di Mancini e prospettando un utilizzo di Florenzi anche nella linea della trequarti, non sarà una rarità vedere i giallorossi in campo con 6 azzurri. I campioni d’Italia della Juventus con l’arrivo di De Ligt vedranno in campo solo Chiellini, il Napoli può vantare al massimo Meret, Di Lorenzo e Insigne. A Milano anche la sostanza non cambia, con al massimo Donnarumma, Calabria e Romagnoli considerati titolari così come Barella e Sensi per l’Inter di Antonio Conte.

pelleLorenzo Pellegrini, investito da Totti come futuro leader della Roma

E della rivoluzione azzurra della Roma sarà contento Roberto Mancini, contro cui proprio Gianluca Petrachi, allora direttore sportivo del Torino, si era scagliato un anno fa: “Non giocava neanche un italiano con lui all’Inter, poteva pensarci prima. Dovremmo ricordarci cosa è successo in passato”. E a Roma il passato, per lo meno quello recente, era fatto di milioni spesi guardando all’estero. Adesso qualcosa sembra cambiato. Il campo dirà se in meglio o in peggio.

 

Lamberto Rinaldi

Classe 1994, Roma, cantastorie calcistiche per ilCatenaccio, menestrello sulla rivista Il Nuovo e Stampa Critica o, per dirla in maniera più autorevole e un sacco fica, giornalista freelance. Un glorioso passato da spazzatore-falciatore per i campi della Terza Categoria viterbese, terminato anzitempo per ovvie incomprensioni con il sistema calcistico italiano. Una triennale in Lettere e una magistrale in Ingegneria Letteraria, nome artistico di Filologia Moderna, a La Sapienza di Roma. Conduce la trasmissione Super Santos sulle frequenze di Active Web Radio.
Andare, guardare, cercare di capire, raccontare. Letteratura e sport, calcio e As Roma. Ha fatto anche cose buone.
 
 
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