Danilo D'Ambrosio, la rivincita della classe operaia
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29 Maggio 2019 Autore  

La stagione dell’Inter si è salvata al fotofinish, e questo grazie ad un leader silenzioso che nel corso del tempo si è ritagliato uno spazio sempre più importante: Danilo D’Ambrosio. Un suo intervento decisivo per mandare l’Inter nella competizione più bella del mondo, unito a quello al 96’ nel derby contro il Milan, va a coronare una delle migliori stagioni della carriera del terzino italiano. Due reti e cinque assist, per un difensore, sono tanta roba. Troppo spesso sottovalutato, sia dal club che dalla nazionale, è riuscito a unire tutti i tifosi interisti che dal post Inter - Empoli hanno iniziato a dire a gran voce: “Danilo MVP stagionale”. Tutto questo nell’annata che doveva vederlo sempre più ai margini della titolarità visto l’arrivo di Sime Vrsaljko in estate.

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La clamorosa traversa colpita da D'Ambrosio nella sfida con l'Empoli

Arrivato all’Inter nel gennaio 2014 il terzino nato a Caivano, in provincia di Napoli, nel 1988 è il classico giocatore operaio. Consapevole dei propri mezzi, ha sempre dato tutto nel rettangolo di gioco. Spesso criticato perché il pubblico nerazzurro era abituato ad avere un giocatore come Maicon sulla fascia destra, raramente ha dimostrato di non essere adeguato alla causa. “Non sono Zanetti o Maicon. Qui nessuno è così forte da giocare da solo” queste parole, pronunciate dopo la brutta sconfitta in casa del Chievo nella stagione 2016/2017, in un gruppo come quello interista dove tutti si sentono fenomeni, fanno capire quanto sia importante aver una figura del genere.

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D'Ambrosio, l'uomo dei salvataggi

Ogni anno la società meneghina spende soldi sul mercato per comprare terzini. D’Ambrosio parte sempre come potenziale panchinaro ma alla fine il titolare resta sempre lui. Questo qualcosa vorrà pur dire. Se i vari Ansaldi/Vrsaljko/Cedric ma anche lo stesso Cancelo finiscono per giocare fuori ruolo o in panchina si vede che un giocatore del genere in campo è importante averlo. Non molla mai il buon Danilo. Non dispone della tecnica di Cancelo, e probabilmente neanche di quella di Vrsaljko, ma durante i 90 minuti non molla mai un centimetro. Sicuramente qualche errore l’ha commesso, ma nel corso della sua esperienza milanese ha sicuramente ottenuto meno di quello che ha seminato.

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In un periodo così negativo per la nazionale italiana, è davvero difficile da credere che Danilo abbia giocato solo 2 partite con la casacca azzurra. Non è ben chiaro il motivo per cui sia cosi tanto sottovalutato, ma forse da questa stagione le cose sono cambiate. I tifosi hanno finalmente capito che il terzino destro non è una priorità nel calciomercato, e tutti gli allenatori che ha avuto hanno sempre creduto in lui. È difficile credere che a 31 anni possa diventare protagonista anche in nazionale, ma l’Inter se l’è presa e non gliela toglieranno facilmente. Ad avercene di giocatori così, finalmente hai ottenuto la giusta riconoscenza. Bravo Danilo!

Francesco Di Rosa

Da quando è piccolo si barcamena tra la passione per i videogiochi e la passione, smodata, per il calcio. Capisce di essere affetto dalla malattia Inter fin dalla prima, sofferta, partita guardata. Ha fatto cronache e seguito il calcio regionale, quello più vero insomma. Ora scrive per le sue due passioni, se ne scusa.
 
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