Inter in emergenza gol
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07 Maggio 2019 Autore  

Per vincere le partite bisogna prendere meno goal degli avversari, ma anche farne almeno uno! La stagione dell’Inter di sicuro non è stata indimenticabile, anzi. Iniziata malissimo con la sconfitta di Sassuolo e il pareggio interno col Torino, aveva illuso tutti il periodo intercorso tra settembre e dicembre, nel quale l’Inter aveva mostrato sprazzi di bel gioco e si pensava potesse impensierire la Juventus nella corsa al titolo. “La vera anti - Juventus è l’Inter”, spesso si sentiva questa frase nei salotti televisivi nel periodo pre natalizio. Niente di più falso. Con l’arrivo dell’inverno l’Inter si è sciolta, esattamente come l’annata 2017/2018 e quella prima ancora.

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Si potrebbe parlare di mal d’inverno, ma è surreale pensare che il problema sia davvero il freddo. Dall’approdo di Beppe Marotta, immediatamente successivo all’eliminazione dalla Champions League, la situazione della società milanese si è fatta pesante. Il crollo di dicembre, probabilmente, è dovuto alla cocente delusione che ha portato l’uscita dalla competizione europea che tanto si voleva giocare. In seguito poi sono scoppiati i vari casi comportamentali: la multa per i ritardi di Radja Nainggolan, con successivi audio inviati ad un amico nei quali parlava male dell’ambiente milanese; la multa per il ritardo dell’allora capitano Mauro Icardi, in seguito alle vacanze natalizie; la richiesta di cessione di Ivan Perisic, che hanno tenuto fuori il croato per tre partite; il degradamento di Icardi da capitano, con fascia data ad Handanovic e il finto infortunio dell’argentino per il successivo mese.

 

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Tutte queste situazioni hanno portato ad un chiaro e fisiologico calo di prestazioni, che hanno prima allontanato la squadra dalla Juventus, ma anche dal Napoli, e poi fatto anche uscire l’Inter dalla coppa Italia. Se a Milano possono ancora essere abbastanza tranquilli sul raggiungimento del terzo posto è solo ed esclusivamente per la difesa che si ritrova, Skriniar e De Vrij con Miranda in panchina costituiscono il miglior reparto difensivo della Serie A. E qui ci riallacciamo alla frase iniziale di questo pezzo, è vero che per vincere le partite bisogna prendere meno goal degli avversari, ma aiuterebbe anche segnarne qualcuno. L’Atalanta sta accarezzando il sogno Champions grazie al proprio attacco stellare, ma l’Inter? con 52 gol fatti è attualmente il sesto attacco della Serie A. Per dire, l’Atalanta ha fatto 71 gol.

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Sono numeri non in linea con la storia dell’Inter, che appunto si tiene a galla solo ed esclusivamente grazie alla difesa, che con 28 gol subiti è la seconda della Serie A. Ma com’è possibile che una società che in estate ha comprato Politano, che nella stagione 2017/2018 fece 10 gol, Keita, che nell’ultima stagione italiana ha segnato addirittura 16 reti, e Lautaro Martinez, in doppia cifra regolarmente in argentina, che andavano ad affiancarsi ai già presenti Perisic, 11 gol la scorsa stagione, e Icardi, capocannoniere in carica con 29 reti non sia anche migliore attacco. Il problema del gol è atavico in casa Inter, anche se dai numeri appena snocciolati non si direbbe, il problema esisteva anche nella stagione precedente, conclusasi con il quarto attacco della Serie A. Ma perché questo problema se in rosa sono presenti giocatori con tali numeri nelle gambe? Di sicuro responsabile non è Spalletti, visto che la fase offensiva è sempre stata un punto di forza nei moduli di Luciano.

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Allora le problematiche sono da ricercare nelle sinergie che si sono create nella formazione meneghina. Perisic e Icardi sono sicuramente due ottimi giocatori, ma le ruggini tra i due hanno spaccato lo spogliatoio creando un clima che ha reso difficile l’introduzione di nuovi giocatori. Da quando è arrivata, Suning ha sempre voluto tenere tutti i “big” della rosa, spesso lasciando anche la squadra scoperta in certi ruoli (vedasi la stagione 2017/2018 disputata per metà stagione con 3 centrali di numero). Probabilmente questo è stato fatto per non dare un segnale di debolezza, ma la Juventus ha costruito le sue vittorie anche grazie ad ottime cessioni che sono servite per rinnovare la squadra e per donarle nuove motivazioni. Se il gruppo di “big” dell’Inter ha portato a solo una qualificazione in Champions, raggiunta per giunta negli ultimi minuti dell’ultima giornata di campionato, e nella stagione successiva ha mostrato le stesse lacune, evidentemente qualcosa da cambiare c’è. Il problema del gol non è da sottovalutare e l’impressione è che, sia con che senza Spalletti, quest’estate va attuata una rivoluzione.

Francesco Di Rosa

Da quando è piccolo si barcamena tra la passione per i videogiochi e la passione, smodata, per il calcio. Capisce di essere affetto dalla malattia Inter fin dalla prima, sofferta, partita guardata. Ha fatto cronache e seguito il calcio regionale, quello più vero insomma. Ora scrive per le sue due passioni, se ne scusa.
 
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