Il calcio è di chi lo paga
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09 Giugno 2018 Autore  

Non è questione di essere nostalgici. Il mondo della comunicazione, e così quello della televisione, sono in eterno divenire e ci si deve fare i conti, aggiornarsi e rimanere al passo. Non è questione nemmeno di essere attaccati a piccole gioie artistiche come Jack Trombey e il suo Pancho, Herb Alpert e il suo Taste of Honey. Non è solo un discorso di immagini sacre e di immaginario popolare, di radioline e di "Attenzione Ameri..", di pomeriggi sul divano ad aspettare che un gol prendesse forma. Quello che sta succedendo in Italia, con l'assegnazione dei diritti televisivi, è una questione di soldi e di rispetto.

I soldi, sono quelli della Lega. 1,1 miliardi in totale, divisi per tre diversi pacchetti in cui saranno divise le partite: tre il sabato, sei la domenica, una il lunedì sera. Il pezzo principale è quello che prevede 114 eventi, per un’offerta minima a stagione di 452 milioni di euro. Il pacchetto 6 prevede invece 152 eventi con prezzo minimo di 408 milioni e il pacchetto 7 riguarda 114 eventi a 240 milioni. Nessun operatore (fin qui gli interessati sono Mediapro, Sky, Perform, Mediaset, Tim e Italia Way) potrà acquistarli tutti. Ci saranno quindi due detentori dei diritti tv e, salvo accordi di ritrasmissione, i tifosi dovranno sottoscrivere due diversi abbonamenti per vedere le partite della propria squadra.

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Ma non finisce qui. Nel bando stipulato dalla Lega Calcio si legge che gli highlights e i gol delle partite di Serie A non saranno più trasmessi in televisione, in chiaro, prima delle ore 22.00 di domenica. Sul web, invece, sarà possibile vedere le immagini delle partite tre ore dopo la fine del match ma solo grazie ad un pacchetto apposito, Digital Plus, i cui diritti saranno presto banditi.

A queste condizioni probabilmente scompariranno programmi come 90 Minuto e il Sabato della DS. Una questione sulla quale la Rai ha già preso posizione: "Gli interessi economici dei club di calcio passano sopra a ogni interesse dei cittadini che hanno il diritto di godersi lo sport, anche sulla tv pubblica. Chiediamo alla Lega Calcio un urgente ripensamento".

Cattura

Il bando della Lega andrebbe così a cancellare la possibilità, per i milioni di tifosi italiani che non possono permettersi una pay tv, di vedere i gol della loro squadra. È il calcio moderno, bellezza. Si può fermare? No, ma qualcosa, comunque, si può fare. Chi può permettersi il doppio satellite, all'abbonamento per il divano preferisca quello per lo stadio. Chi non può permetterselo riprenda in mano la radiolina. Invece di vederla da casa, riempite la curva. E per le partite in trasferta, scendete al bar, tornate nei club. A chi vi vuole chiusi in casa, rispondete andando allo stadio. E le società stiano veramente dalla parte dei tifosi. Prezzi popolari per i settori popolari, cento euro in meno ad abbonamento ma mille abbonati in più. Solo così qualcosa potrà veramente cambiare.

Solo così il calcio tornerà alla gente, solo così il calcio sarà veramente di chi lo ama.

Redazione

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COMMENTI

  • Paolo Paolo Sabato, 09 Giugno 2018

    Il calcio è di chi lo vede, se il cliente giudica troppo costoso un abbonamento ci rinuncia e va allo stadio o in birreria. IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE. Sky è abituata troppo bene ai soldi. Ha licenziato oltre 150 dipendenti per risparmiare sui diritti e comprarsi tutto, ma non funziona così !

    Rapporto

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