Le retoriche del Derby | Narrazioni, mani avanti e luoghi comuni sulla stracittadina della Capitale
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15 Aprile 2018 Autore  

Ognuno di noi ha avuto quell'amico che, nella settimana del derby (se non prima), inizia a mettere le mani avanti. "Siete più forti", "Vincete facile", "Siete troppo più in forma". Ciascuno di noi ha avuto, nella storia della propria squadra, quell'allenatore che parla della stracittadina come della "partita più importante dell'anno", o quel calciatore che sogna "un gol nel derby".

Le settimane che accompagnano al derby sono un coacervo di tattiche lessicali, di strategie comunicative. In termini meno aulici di mani avanti, pressappochismo e giri di parole.

Abbiamo provato a raccogliere i cinque grandi nuclei tematici dei derby di Roma: le cinque narrazioni, retoriche e topoi letterari che sono rifugio di ogni tifoso, allenatore, calciatore.

1. "Il derby è una storia a se"
Eusebio Di Francesco, presentandosi in conferenza stampa, ha risposto così a chi gli domandava su chi arrivasse meglio alla partita di questa sera: "Le situazioni del passato si annullano tutte in questa partita. Non conta nulla, il derby è una storia a sé".
Il suo collega laziale, Simone Inzaghi, non ha voluto essere da meno: "Ora si azzera tutto, mancano 7 gare: dovremo cercare d’interpretare la prima sfida di queste nel migliore dei modi."
Ma non è una cosa solo recente. Nel 2009, Sergio Floccari diceva: "Il derby azzera sempre tutto, sia per noi che per loro. Partiamo alla pari". Così come Luciano Spalletti, precisamente due anni fa: "Il derby annulla tutto quello che c'è intorno. Si parte entrambi da zero, il resto non conta. Quella è la partita che può azzerare tutte le difficoltà".

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2. "La squadra che sta peggio è favorita"
Che il derby sia una "storia a sè" e che "annulli tutte le differenze" è logica concausa di uno dei più grandi luoghi comuni della stracittadina. Chi sta peggio vince, ovvero chi ha più fame, che non sempre coincide con chi ha più bisogno.
"Sembra una frase fatta - ha detto Bernardo Corradi, vice commissario della Lega Serie A qualche giorno fa - ma sarà una partita a sè e solitamente la vince chi è messo peggio a livello di condizione". Disse la stessa cosa Ottavio Bianchi, intervistato da La Repubblica, prima del 26 maggio: "Di solito vince chi sta peggio, ma dato che è una finale, partita senza pronostico".

3. "Vale più di 3 punti"
Lotta scudetto, corsa Champions, accesso all'Europa, sfida salvezza. Il derby, si sa, vale più di tre punti. Lo ha ricordato Di Francesco: "Dovremo giocare con entusiasmo, con la consapevolezza di quello che abbiamo fatto, rimettendo in campo la stessa determinazione, cattiveria agonistica e desiderio di vincere visti col Barcellona perché il derby per me vale più di tre punti". Parole attestate, nel marzo 2017, anche da Ruben Sosa: "Il derby vale più di una stagione".
Sarà per la carica mentale, la supremazia cittadina o quella social?

4. "Meglio perderlo che pareggiarlo"
Il punto più alto delle mani avanti si raggiunge però con la frase, da brividi: "No ma lo sai, io il derby preferirei perderlo che pareggiarlo". In genere, a dirlo, sono i sostenitori della squadra meno quotata, pronti a poter dire, in caso di ko: "Eh ma te l'avevo detto, meritavamo il pareggio ma alla fine meglio aver perso, i derby pareggiati sono brutti".
Ma perchè i derby in parità sono brutti? Perchè manca lo sfottò post gara, non c'è nessuno che supera l'avversario, si resta in un limbo di incertezza fino alla prossima sfida. Sarà d'accordo Di Francesco? Con un pareggio la sua Roma metterebbe in cassaforte gli scontri diretti.

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5. "Sogno un gol nel derby"
Infine i calciatori. Il gol nel derby è il massimo che si possa chiedere, pare, alla propria carriera. Si cerca, si sogna, ci si resta a attaccati e si scompare con lui. Chiedete a Cesar e ad Iturbe, a Mutarelli e a Yanga Mbiwa. "Sogno un gol alla Roma sotto la nord alla penultima giornata" diceva Cataldi, allora in forza alla Lazio. "Sogno un gol nel derby, è la cosa più importante per i laziali" dichiarò sicuro Djordjevic, dando poi effettivamente seguito alle sue parole, proprio come Diego Perotti, nell'aprile 2016: "Sogno di vincere con un mio gol".

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