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Quando l’Italia incontra la Francia di Zidane è destino che a vincere debbano essere gli azzurri. E se ti chiami Destiny allora il destino non può che essere un appuntamento, una formalità. Gli azzurri Under 17 volano in finale dell’Europeo di categoria dopo aver battuto 2 a 1 i transalpini. La rete decisiva porta la firma di Destiny Iyenoma Udogie, terzino sinistro di origini nigeriane che gioca nelle giovanili del Verona. L’altro gol è di Sebastiano Esposito, che raggiunge la doppia cifra con la nazionale e che Luciano Spalletti ha già fatto esordire con i grandi dell’Inter, nel match di Europa League contro l’Eintracht Francoforte.

Un risultato importantissimo, che porta la nostra nazionale in finale per la seconda volta di fila. Merito soprattutto di mister Carmine Nunziata che ha saputo cucire una rosa dinamica, forte, ricca di idee. E soprattutto di storie. Perché nel 4-3-1-2 azzurro, il trequartista dietro le punte risponde al nome di Franco Tongya, torinese classe 2002, genitori del Camerun, maglia 7 sulle spalle, che a Vinovo già chiamano il nuovo Pogba. Veloce e dotato di un gran fisico, ha messo a segno 5 reti nella cavalcata dell’Italia Under17. Gli stessi che lo scorso anno mise a segno con la maglia dell’Udinese Nicolò Cudrig, bomber di Cividale, gol in fuga verso l’estero. Perché per crescere e diventare grande ha rifiutato le offerte di Juventus e Roma e ha scelto il Belgio, il Cercle Brugge.

A farla da padrone, nella squadra di mister Nunziata, sono l’Inter, con 6 convocati, e la Juventus, con 4. Tra questi Nikola Sekulov, gioiello cresciuto a Piacenza, dove è nato da genitori macedoni. In campionato, con la maglia bianconera, ha messo a segno 6 reti e 4 assist, nonostante il suo mestiere sia quello di mezz’ala. Insieme a lui, in questa finale, ci saranno Marco Molla del Bologna, Matteo Ruggeri dell’Atalanta, Lorenzo Colombo del Milan, Christian Dalle Mura della Fiorentina. Il fior fiore dei nostri vivai, che sembra stiano, lentamente, riprendendo a sfornare talenti. Una squadra giovane e bella, che ricorda la selezione di pallavolo di Davide Mazzanti, quella con Paola Egonu, Miriam Silla, Elena Petrini, Sylvia Nwakalor. Una nazionale che venerdì sera, al Tallaght Stadium di Dublino, non si è arresa neanche quando per la Francia è entrato Theo Zidane, centrocampista del Real Madrid figlio di Zizou. 

L’appuntamento per la finale è domenica prossima, 19 maggio, alle 17.30 italiane. Davanti all’Italia ci sarà l’Olanda, che su 21 convocati ne ha quasi metà dell’Ajax. Nel suo DNA c’è lo stesso stile di gioco di quei pazzi di Ziyech e De Light, van Beek e Neres. Contro, però, avranno l’Italia di Esposito, Cudrig, Tongya e Bonfanti. Sperando in un altro gol di Destiny, nell’appuntamento col destino.

Ode a Gilardino

L'esordio a Piacenza, il Verona, i 23 al primo anno da titolare al Parma, una rete in girata con la Roma, il poker all'Udinese, l'Europeo U21 vinto da protagonista, altri 23 l'anno dopo a Parma più uno nello spareggio di Bologna, il poker al Livorno, l'arrivo al Milan, i 17 al primo anno senza rigori, il violino che suona anche al Mondiale con gli USA, il goal al Manchester United, le critiche.

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La rinascita in riva all'Arno, il goal al debutto contro la Juve in mezza girata, uno al volo col Genoa di sinistro all'ultimo secondo, una doppietta al Franchi con la Roma, quella di Lione in Champions, il goal a Lisbona con lo Sporting di esterno al volo, il 2-1 all'ultimo minuto ad Anfield col Liverpool, Vargas to Gilardino come Stockton to Malone, un goal da rapace a Marassi col Genoa, l'eurogoal di sinistro col Cesena, quello al volo col Bari, la tripletta in Nazionale contro Cipro proprio al Tardini, la prima avventura al Genoa.

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L'anno di Bologna, la doppietta a Roma per una rimonta da cardiopalma, l'eurogoal di sinistro contro il Palermo, un goal al volo a San Siro con l'Inter, la rete a Pescara davanti ai miei occhi nel giorno in cui prese in un colpo solo il trio Mancini-Inzaghi-Riva nella classifica all-time dei marcatori di A, il ritorno al Genoa e la salvezza con 15 centri stagionali quando tutti lo davano per finito.


La fugace apparizione in Cina, il ritorno nell'amata Firenze, Palermo e una salvezza all'ultimo respiro, Empoli e Pescara tappe disgraziate, quel saluto dietro una vetrata a Poggio degli Ulivi, Spezia in B a suonare ancora dolce musica, il goal al volo di destro in quel di Cittadella come ultimo gioiello.

La corsa si è fermata a quota 188 in A, ben 19 in Nazionale e più di 250 in carriera.
Come scrisse il maestro Califano anni or sono, "ecco la musica è finita"...
Grazie "centravanti di mestiere", grazie eterno Bomber!

 

di Francesco Tusi

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