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Oggi a Roma si terranno i funerali del “professoreNello Governato. Lo chiamavano così quando giocava nella Lazio per come riusciva a gestire il centrocampo: Nello non era solo calciatore, è stato anche giornalista, scrittore e direttore sportivo, ma soprattutto è stato una bandiera biancoceleste.

governatoNello Governato con la maglia della Lazio. Fonte LazioWiki

Se n’è andato all’età di 81 anni dopo avere dedicato una vita al calcio e in buona parte alla Lazio, prima da calciatore poi da direttore sportivo. Cresciuto a Torino e nel Torino, ha iniziato a giocare nel Como, prima di trasferirsi alla Lazio dove rimarrà per un decennio dal 1961 al 1971, intervallato solo da un prestito al Vicenza nel 1966-67. Quella stagione in realtà doveva giocarla all’Inter, ma arrivato a Milano il suo carattere forte si scontrò subito con quello altrettanto forte del mago Helenio Herrera e così fu smistato al Vicenza prima di tornare alla base. Gli anni ’60 furono anni particolari per la Lazio, fatti di sali e scendi tra A e B, anni preparatori alla meravigliosa follia dello scudetto del ’74.

Nello li ha vissuti da protagonista, 251 presenze e 17 gol, era in campo anche in una delle partite più discusse della storia della Lazio: era il 1962, la Lazio si giocava la promozione in serie A contro il Napoli, Seghedoni segnò un gran gol su punizione che avrebbe dato la vittoria ai biancocelesti, il pallone però uscì da un buco nella rete e l’arbitro, ingannato da questo sfortunato episodio non concesse il gol; a fine campionato oltre il danno anche la beffa, perché il Napoli centrò la promozione al terzo posto con solo un punto di vantaggio sulla Lazio.


Il famoso gol fantasma di Seghedoni, nella sfida tra Lazio e Napoli con Governato in campo.

Nello concluse la carriera a Savona, dove conobbe Gian Paolo Ormezzano, allora direttore di Tuttosport (qui avevamo parlato del fondatore di questo giornale, Renato Casalbore, morto nella strage di Superga) e torinese come lui. Ormezzano lo convinse a intraprendere la carriera da giornalista e Governato iniziò a scrivere per il quotidiano prima da Torino e poi da Roma. Era un giornalista attento e preparato, tanto che la Lazio lo richiamò nel 1983 come direttore tecnico; ma il “professore” non smise mai di scrivere di calcio, pubblicato anche diversi libri, l’ultimo edito da Mondadori nel 2007 che narra la storia di Matthias Sindelar, giocatore austriaco che si rifiutò di scendere in campo con la maglia della Germania nazista dopo l’annessione del suo paese.

govern2Nello Governato con la tuta della Lazio, a fine anni 60. Fonte: LazioWiki

Da direttore sportivo lavorò per la Lazio, per il Bologna, per la Fiorentina e anche per la Juventus, nonostante le sue origini granata. Poi grazie a Sergio Cragnotti ritornò di nuovo alla Lazio, riuscendo a vincere quello scudetto che da calciatore aveva solo sfiorato, essendo andato via appena 3 anni prima di quel pazzo campionato 1973-74, grazie anche alle sue intuizioni e alla sua competenza, con lo scudetto sono arrivati anche i primi successi europei della storia biancoceleste e i tifosi hanno potuto vivere un periodo straordinario, fatto di grandi campioni e di grandi vittorie.

Negli ultimi anni era una presenza rassicurante per chi ascolta le radio romane con i suoi interventi pacati e mai banali, le sue parole adesso mancheranno ma Nello andrà a fare compagnia a tante altre bandiere biancocelesti andate via troppo presto e troppo in fretta. Addio, professore.

GovernNello Governato nelle pagine de "Il Calcio e il Ciclismo Illustrato"

 

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